Applicazione mirata e razionale di sostanze biostimolanti
Come è noto, l’olivo è una specie particolarmente resistente alla siccità e alle alte temperature. Tuttavia, tale resilienza non implica che prolungati e intensi periodi di stress termico e idrico non abbiano effetti negativi sulla produttività delle piante. Le condizioni ottimali per i processi di fioritura, impollinazione e fecondazione si collocano intorno ai 20 °C, mentre per la germinazione del polline sono ideali temperature prossime ai 25 °C; condizioni che, nelle ultime stagioni, si verificano sempre più raramente.
L’innovazione proposta con il presente progetto consiste nell’applicazione mirata e razionale di sostanze biostimolanti, con l’obiettivo di migliorare sia la quantità sia la qualità della produzione. Ciò potrà generare ricadute economiche positive per il comparto produttivo e, di conseguenza, per l’intera filiera olivicola, sia da olio che da mensa, con potenziale trasferibilità all’intera olivicoltura regionale, previa opportuna adattabilità ai diversi contesti.
Lo schema sperimentale adottato per la stagione in corso, definito a seguito di un’attenta analisi bibliografica, prevede l’utilizzo dei seguenti biostimolanti:
- Parcella testimone trattata esclusivamente con boro chelato (controllo)
- Parcella trattata con poliammine
- Parcella trattata con Ecklonia maxima (alga)
- Parcella trattata con idrolizzato di origine animale (amminoacidi, peptidi, ecc.)
- Parcella trattata con Ascophyllum nodosum
Il primo trattamento è stato eseguito il 20 marzo 2026 nella fase fenologica di germogliamento, gemme che si ingrossano, mentre il secondo il 1° aprile 2026 con mignole in formazione. I prodotti sono stati distribuiti mediante atomizzatore spalleggiato, con un volume di 1 litro di soluzione per pianta, contenente 2,5 ml di biostimolante, a cui è stato aggiunto boro chelato alla medesima concentrazione.
Si riporta di seguito la suddivisione in campo delle diverse tesi sperimentali, contraddistinte da specifiche colorazioni, al fine di consentire l’esecuzione di rilievi fisiologici e la successiva elaborazione statistica dei dati raccolti.
In data 3 aprile è stato effettuato il primo rilievo: lo stadio fenologico delle mignole corrispondeva al BBCH 55 (petali appena visibili e di colore verde), quindi con un notevole anticipo rispetto alle usuali pratiche di campo per l’applicazione di prodotti fogliari, generalmente effettuate in prefioritura (tipicamente con boro, eventualmente associato a concimi N:P:K).






